
Nel
1807, sotto la dominazione francese in epoca napoleonica, si costituì
il Dipartimento di Passariano con capoluogo Udine, comprendente
i distretti di Udine, Tolmezzo, Gradisca e Cividale. Nel 1815 in
seguito alla caduta di Napoleone e con l’arrivo degli austriaci,
nell’ambito del Regno Lombardo-Veneto venne creata la Provincia
del Friuli. Nel 1866 vi fu l’annessione al Regno d’Italia. Nel 1940
la provincia del Friuli venne rinominata con l'attuale denominazione
provincia di Udine. Costituitasi la Repubblica Italiana, nel 1968
dalla Provincia di Udine si staccò tutta la parte della cosiddetta
Destra Tagliamento, 51 comuni che formarono così la Provincia di
Pordenone.
Arrivando ai nostri giorni, essendo il territorio provinciale
abbastanza vasto e composito, andando da territori montani al mare
adriatico, sono forti le istanze autonomiste soprattutto da parte
della piccola regione nella regione, la Carnia, che vede in Tolmezzo
il suo naturale capoluogo. Pertanto nel 2004 si giunse alla proposta
della creazione di una provincia regionale, in base alla nuova legislazione
sugli enti locali, da sottoporre a referendum popolare. La nuova
provincia regionale avrebbe dovuto chiamarsi dell’Alto Friuli, derivando
dall’unione dei territori della Carnia, del Tarvisiano e del Gemonese.
Per ovviare alle diatribe campanilistiche sulla sede del capoluogo,
tra Tolmezzo e Gemona del Friuli, si optò per Venzone. Il referendum
ebbe esito negativo, in quanto sia il Gemonese che il Tarvisiano
si opposero al distacco da Udine con percentuali elevate (83,3%
di no), a differenza della Carnia che invece votò in favore del
distacco (71,8% di si , con l’eccezione del comune di Rigolato,